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domenica 3 ottobre 2010
Ventennale della riunificazione della Germania
Oggi è stato festeggiato il ventennale della riunificazione della Germania.
Sono passati esattamente 20 anni dal 3 Ottobre 1990, giornata che ha sancito la riunificazione definitiva delle due Germanie, dell'Est e dell'Ovest.
In questi anni la Germania ha dovuto affrontare diverse sfide importanti, tra qui quella di colmare il divario tra la parte orientale quella occidentale del paese.
Impresa molto impegnativa e che sta iniziando a dare solo ora i primi frutti, anche se tutt'ora la Germania dell'Est non è ancora molto rappresentata nelle istituzioni o nei vertici istituzionali e bancari, pur essendo la cancelliera Angela Merkel una famosa "Ossie".
I sondaggi dicono che un tedesco su 10 rivorrebbe quel muro, ma io dico che questo è un grandissimo passo in avanti, solo qualche anno fa erano molti di più!
Auguri Germania! Continua così!
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martedì 29 giugno 2010
Test d'intelligenza per gli immigrati in Germania
Alcuni esponenti della CDU e CSU hanno proposto di introdurre un test di intelligenza per gli stranieri che voglione entrare in Germania. Chiunque pensasse che certe sparate le potessero fare solo i nostri leghisti, si deve ricredere subito!
Questa controversa proposta viene infatti da due parlamentari tedeschi: Peter Trapp della CDU e Markus Ferber della CSU.
«I motivi umanitari non debbono più essere l'unico criterio per l'immigrazione», hanno dichiarato alcuni membri del partito cristiano-democratico. Peter Trapp, in particolare, ha spiegato al giornale Bild che «abbiamo bisogno di stabilire criteri di immigrazione che siano davvero utili al nostro Stato. E l'intelligenza è altrettanto importante quanto l'istruzione e un'adeguata qualifica professionale. Per questo sono favorevole a un test di intelligenza per gli immigrati».
Come dire: selezioniamo alla fonte la qualità della materia prima da importare, per il bene della nazione, ovviamente. Che si tratti di esseri umani, non importa.
Questa proposta segue di qualche settimana le dichiarazioni rilasciata da un membro della Banca centrale tedesca, Thilo Sarrazin, che considera gli immigrati “più” stupidi, con livelli scolastici più bassi che rischiano di far abbassare il livello di intelligenza medio dei tedeschi.
Una ricerca universitaria di qualche mese fa, ma non ricordo da che nazione provenisse, sostiene la stessa cosa.
Per fortuna, nel parlamento tedesco e nell'interno della stessa coalizione di governo, gli altri esponenti politici hanno preso immediatamente le distanze. La cancelliera Merkel ha dichiarato che «Questi poveri giudizi sommari sono stupidi e fuori luogo».
Sorprende che queste proposte nazionalistiche provengano dalla Germania odierna, che ha fatto della multiculturalità la sua forza e che si è potuta sviluppare grazie alla manodopera non specializzata degli immigrati. E che dire dei tedeschi con un titolo di studio molto basso? A parte il fatto che l'intelligenza non si misura con il titolo di studio, in ogni caso una società non può essere compoosta di soli laureati, e l'intelligenza non può essere utilizzata come criterio di scelta. Anche perchè l'intelligenza è multiforme e quindi impossibile da misurare.
Questa controversa proposta viene infatti da due parlamentari tedeschi: Peter Trapp della CDU e Markus Ferber della CSU.
«I motivi umanitari non debbono più essere l'unico criterio per l'immigrazione», hanno dichiarato alcuni membri del partito cristiano-democratico. Peter Trapp, in particolare, ha spiegato al giornale Bild che «abbiamo bisogno di stabilire criteri di immigrazione che siano davvero utili al nostro Stato. E l'intelligenza è altrettanto importante quanto l'istruzione e un'adeguata qualifica professionale. Per questo sono favorevole a un test di intelligenza per gli immigrati».
Come dire: selezioniamo alla fonte la qualità della materia prima da importare, per il bene della nazione, ovviamente. Che si tratti di esseri umani, non importa.
Questa proposta segue di qualche settimana le dichiarazioni rilasciata da un membro della Banca centrale tedesca, Thilo Sarrazin, che considera gli immigrati “più” stupidi, con livelli scolastici più bassi che rischiano di far abbassare il livello di intelligenza medio dei tedeschi.
Una ricerca universitaria di qualche mese fa, ma non ricordo da che nazione provenisse, sostiene la stessa cosa.
Per fortuna, nel parlamento tedesco e nell'interno della stessa coalizione di governo, gli altri esponenti politici hanno preso immediatamente le distanze. La cancelliera Merkel ha dichiarato che «Questi poveri giudizi sommari sono stupidi e fuori luogo».
Sorprende che queste proposte nazionalistiche provengano dalla Germania odierna, che ha fatto della multiculturalità la sua forza e che si è potuta sviluppare grazie alla manodopera non specializzata degli immigrati. E che dire dei tedeschi con un titolo di studio molto basso? A parte il fatto che l'intelligenza non si misura con il titolo di studio, in ogni caso una società non può essere compoosta di soli laureati, e l'intelligenza non può essere utilizzata come criterio di scelta. Anche perchè l'intelligenza è multiforme e quindi impossibile da misurare.
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martedì 1 giugno 2010
Si dimette il presidente tedesco Koehler
«Un Paese delle nostre dimensioni, concentrato sull'export e quindi sulla dipendenza dal commercio estero, deve rendersi conto che... sviluppi militari sono necessari in un'emergenza per proteggere i nostri interessi - ha dichiarato il presidente della repubblica Koehler a una radio tedesca durante una visita in Afghanistan il 22 maggio scorso -, ad esempio per quanto riguarda le rotte commerciali o per impedire instabilità regionali che potrebbero influire negativamente sul nostro commercio, sull'occupazione e sui redditi».
Questa ed altre controverse dichiarazioni del presidente tedesco, ha scatenato le critiche di tutti i politici tedeschi, sia dell'opposizione che della coalizione (Cdu-Csu, Fdp) di maggiornaza, guidata dalla cancelliera Angela Merkel.
Venerdì scorso, anche il ministro della difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, ha preso le distanze dal presidente e dalle sue dichiarazioni.
Per questi motivi, lo scorso 31 Maggio, il presidente Koehler ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, con effetto immediato.
Nella dichiarazione con cui ha annunciato le proprie dimissioni, Koehler ha affermato che le critiche nei suoi confronti "si sono spinte al punto da sostenere che io sarei favorevole ad un impegno non conforme al dettato costituzionale".
Questa ed altre controverse dichiarazioni del presidente tedesco, ha scatenato le critiche di tutti i politici tedeschi, sia dell'opposizione che della coalizione (Cdu-Csu, Fdp) di maggiornaza, guidata dalla cancelliera Angela Merkel.
Venerdì scorso, anche il ministro della difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, ha preso le distanze dal presidente e dalle sue dichiarazioni.
Per questi motivi, lo scorso 31 Maggio, il presidente Koehler ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, con effetto immediato.
Nella dichiarazione con cui ha annunciato le proprie dimissioni, Koehler ha affermato che le critiche nei suoi confronti "si sono spinte al punto da sostenere che io sarei favorevole ad un impegno non conforme al dettato costituzionale".
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